Trivellazioni, c’è chi (stra)parla e c’è chi fa.
Salve,
vorrei portare alla pubblica attenzione la risposta del Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio all’interrogazione dell’On. dei Verdi Grazia Francescato in merito alle trivellazioni nel Val di Noto.
Inoltre vorrei sottolineare come la risposta del Ministro sia pacata e rispettosa nei toni e nei contenuti, a dispetto di chi accusa sempre il movimento dei Verdi di oltranzismo !!!!!
Camera dei Deputati – XV Legislatura
Resoconto della VII Commissione permanente (Cultura, Scienza, Istruzione)
Risposta del Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio all’interrogazione dell’On Grazia Francescato:
Allegato 6
5-00534 Francescato: Salvaguardia del patrimonio artistico delle città di Caltagirone, Ragusa, Noto e Modica, a difesa della trivellazioni per l’estrazione di idrocarburi.
Testo della Risposta
La perimetrazione del sito Unesco << Le città Tardo Barocche della Val di Noto>> copre solamente una parte dei centri storici dei Comuni di Noto, Caltagirone, Ragusa, Catania, Scicli, Militello, Modica, Palazzolo Acreide, e, in alcuni casi riguarda singoli monumenti, in quanto la candidatura è legata in special modo ai valori del tardo barocco Siciliano.
La stessa zona di protezione (buffer zone) è molto limitata nella sua estensione e, solo raramente raggiunge il perimetro dei centri urbani.
Le ricerche, pertanto, proprio perchè necessariamente esterne ai centri abitati, non possono intervenire direttamente nelle aree iscritte nella lista del patrimonio Mondiale.
Tuttavia tutte le azioni che possano influenzare negativamente i valori del sito riconosciuti dall’UNESCO devono essere evitate al fine di non incorrere nelle azioni amministrative prevista dal documento di attuazione della Convenzione sulla protezione del patrimonio naturale e culturale Mondiale.
La convenzione, infatti, prevede che debba essere data notizia al Centro del Patrimonio Mondiale dei cambiamenti sostanziali che intervengano dopo l’iscrizione all’interno delle aree iscritte o che minaccino i valori universali che il sito rappresenta.
Questo Ministero, già dallo scorso mese di settembre, ha chiesto notizie al riguardo all’Assessorato dei beni culturali e della pubblica istruzione dalla Regione Siciliana che, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 Agosto 1975, n. 637, esercita le competenze statali in materia di tutela del paesaggio e di antichità e belle arti nel territorio della Regione.
La Soprintendenza Beni Culturali ed Ambientali di Siracusa, Ufficio della Regione Siciliana, nel novembre del 2006, ha comunicato che nessun progetto di trivellazione è stato presentato, per eventuali autorizzazioni, nel territorio di Siracusa.
Inoltre la Soprintendenza la precisato che non risultano previste operazioni nelle cosiddette <> e <> dei siti UNESCO ed ha assicurato che, nel caso venissero interessate dalle trivellazioni zone di interesse culturale e paesaggistico, porrà in essere tutto quanto previsto dalla normativa di settore al fine di tutelare il territorio di competenza impedendo che vengano compromesse le valenze culturali e paesaggistiche.
Le problematiche riguardanti lo sviluppo territoriale sono già oggetto di particolare attenzione da parte delle amministrazioni locali coinvolte.
La Soprintendenza ha dichiarato altresì che non è a rischio, a nessun titolo e in nessun caso, l’iscrizione dei siti UNESCO ed ha garantito che vigilerà affinché il Piano di Gestione, legato alla conservazione dei valori di tali siti, sia attuato secondo i parametri previsti.
La legge 20 febbraio 2006, n. 77, recante Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella lista del patrimonio mondiale, posti sotto la tutela UNESCO, obbliga infatti tutti i siti iscritti alla redazione dei Piani di Gestione.
Si segnala inoltre che il Ministero dell’economia e delle finanze non ha ancora provveduto all’assegnazione dei fondi previsti per l’anno 2006.
Risposta dell’interrogante On. Grazia Francescato
Grazia Francescato (Verdi) si dichiara parzialmente soddisfatta della risposta del rappresentante del Governo che è puntuale, pur evidenziando che vi sono molti titolari dei siti dell’UNESCO che in alcuni casi non si adeguano alle disposizioni previste, pur di non cercare di apparire tra i siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale inseriti nella lista del patrimonio mondiale.
Aggiunge che sarebbe auspicabile procedere convintamente sulla strada dello sviluppo delle fonti rinnovabili, mantenendo alta la vigilanza su attività che possono essere lesive di tali aree.