IL MAXI PROCESSO SUL KARTODROMO E SULL’IMPIANTO DI BIOMASSA, RICHIAMATI I PERITI CHE RESTANO ANCORA DI OPINIONI DIVERSE SULLA MACCHIA MEDITERRANEA
I periti del Tribunale di Modica e quello della difesa richiamati per chiarimenti sulle rispettive conclusioni fornite in precedenza ed anche ieri si sono trovati in disaccordo. Così è andata quella che dovrebbe essere la penultima udienza del maxi processo che si celebra davanti al Collegio Penale del Tribunale di Modica(Scibilia, presidente, Di Marco e Rubino, a latere)sulla costruzione di un kartodromo e di un impianto di biomassa, rispettivamente a Cava Bellamagna Zimmardo e a Cava Giarrusso.
I due Ctu hanno confermato quanto sostenuto in precedenza e cioè che la macchia mediterranea era presente in entrambe le aree, in percentuale del 100% nella vallata e del 50% lungo il versante. I due periti catanesi sono stati anche ieri contestati dal perito di parte, secondo il quale il calcolo delle percentuali sarebbero state utilizzate solo delle mere foto ortografiche, e non delle vere e proprie cartografie. I consulenti del Tribunale hanno integrato la loro perizia sostenendo la presenza della macchia mediterranea che hanno chiamato “un vero e proprio bosco” con opere che ricadevano tra i 20 e 120 metri da una parte ed oltre i 2 metri dall’altra, mentre quello della difesa ha prodotto delle foto che mostravano terreni dove non c’era coltivazione perché arati(prove acquisite dai giudici) ed ha contestato la presenza di macchia mediterranea. Il processo è stato riconvocato per il prossimo 26 novembre. Il processo si riferisce al rilascio di concessioni, come si diceva, per la costruzione di un kartodromo e di un impianto di biomassa.
Tredici sono gli imputati. In precedenza il pubblico ministero, Maria Mocciaro, era andata per la requisitoria chiedendo otto condanne per quasi dieci anni di arresto e 90 mila euro di multa, e cinque assoluzioni.
Fonte: RTM